Certe volte, in particolare ogni volta che sento qualcuno dei "leaders" della (autoproclamatasi) sinistra italiana, mi prende la voglia di sputare come un lama. Possibilmente sulle loro facce da abbelinati.
Sono appena finiti i congressi di PDCI e Verdi... Da una parte Diliberto, la cui analisi politica è ferma agli scherzi su Stalin in paradiso o all'inferno ed al Lambrusco; dall'altra gente che di fatto non esiste, lo dice pure la loro Portavoce: "l'importante è esistere". Direi due bei programmini.
Intanto nella Vandea si continua a vivere la realtà, che assomiglia sempre più a una grossa cosa marrone e puzzolente o, in alternativa, ad una lobotomia frontale.
Mi verrebbe da dire che sarebbe già qualche cosa se almeno questi capetti spendessero un paio di parole sul fatto che molta gente non arriva a fine mese... eppoi mi rendo conto che no, non è giusto!
Non è giusto giocare sempre al ribasso e sperare di potersi accontentare.
E non è giusto accontentarsi di sentir parlare di salari e di povertà.
Perchè, così facendo, in realtà staremmo diventanto tutti un po' più simili ai cinesi... che si occupano solo del proprio tenore di vita e delegano al glorioso PCC di gestire tutto il resto.
Cazzarola: io sono e mi sento un essere umano perchè ho una mia utopia personale, un mio ideale, delle mie aspirazioni, delle preferenze e dei gusti, e vorrei realizzarli. Non posso accontentarmi di soddisfare i miei bisogni primari e poi vivere come una specie di macchina che si sveglia, produce, mangia, caga, si riproduce, dorme e poi muore.
Perchè anche se tutti questi passaggi avvenissero senza le inutili sofferenze che ci affliggono quotidianamente, non avremmo fatto neanche un passo in avanti verso l'umanizzare l'essere umano.
PS: so che questo è un delirio, ma facciamo attenzione a cosa vogliamo di diverso da ciò che abbiamo! C'è il rischio di saltare da una lobotomia all'altra, solo più comoda.
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2 commenti:
O greggia mia che posi, oh te beata,
che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perchè d'affanno
quasi libera vai;
ch'ogni stento, ogni danno,
ogni estremo timor subito scordi;
ma più perchè giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all'ombra, svra l'erbe,
tu sé queta e contenta;
e gran parte dell'anno
senza noia consumi in quello stato:
Ed io pur seggo sovra l'erbe, all'ombra,
e un fastidio m'ingombra
la mente, ed uno spron quasi mi punge
si che, sedendo, più che mai son lunge
da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
e non ho fino a quì cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
non so già dir; ma fortunata sei.
Ed io godo ancor poco,
o greggia mia,né di ciò sol mi lagno:
Se tu parlar sapessi, io chiederei:
dimmi: perchè giacendo
a bell'agio, ozioso,
s'appaga ogni animale;
me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale?
(da Canto notturno di un pastore errante dell'Asia di Giacomo Leopardi)
sono d'accordo:non ti devi assolutamente accontentare...
tieni duro
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